“L’arrivo di Engels a Bruxelles nel febbraio 1845 segnò un momento importante nel pensiero politico di Marx, anche perché Engels sollecitò Marx a seguire con attenzione le vicende del cartismo inglese, inteso come movimento rivoluzionario della «working class», ed a prendere contatti con i diversi gruppi che a Londra si richiamavano alla dottrina dell’eguaglianza. Durante il soggiorno in Inghilterra, nell’estate del 1845, Engels e Marx furono favorevolmente impressionati dalla capacità organizzativa di Schapper, Moll e Bauer, che dirigevano l’ ‘Arbeiter-Bildung-Verein’, la «Democratic Society», che talvolta si presentava come «Young Germany», e talvolta si richiamava alla società segreta «Bund der Gerechten». Engels e Marx dovettero anche essere sorpresi dalla facilità con la quale Harney diede vita ai «Fraternal Democrats», alla cui pubbliche riunioni periodiche partecipavano, non solo inglesi, ma profughi di diverse nazionalità. Con particolare attenzione dovettero leggere nel ‘Northern Star’ i resoconti dei «meetings of the German Democratic Society», tenuti in sale «crowded», durante i quali si parlava apertamente di comunismo e di classe operaia. La storia dei rapporti di Engels con i «German Democrats in London» è stata tracciata dallo stesso Engels quaranta anni dopo, nel 1885. Secondo Engels, Karl Schapper, Heinrich Bauer e Joseph Moll, fuggiti da Parigi, riannodarono a Londra nel 1840 le file lacerate della Lega dei giusti, e, fondata una associazione di educazione operaia, trovarono una indeterminata dottrina sociale nel teorico comunista Weitling. Engels precisa: «L’esistenza della ‘Lega dei giusti’ mi era naturalmente nota: nel 1843 Schapper mi offrì di entrarvi, ma io giustamente non accettai, rimanemmo però in corrispondenza (…). L’associazione operaia di Londra divenne a poco a poco internazionale. Nell’associazione operaia vennero a trovarsi, oltre ai tedeschi, e svizzeri, anche membri di tutte quelle nazionalità, a cui la lingua tedesca serviva prevalentemente come mezzo di comunicazione con gli stranieri» (K. Marx e F. Engels, ‘Manifesto del partito comunista’, seguito da ‘Per la storia della Lega dei Comunisti’, a cura di Emma Cantimori Mezzomonti, Torino, Einaudi, 1962, pp. 255-258). Nel ricordo di Engels, quando egli giunse nel 1845 a Bruxelles, Marx aveva già elaborato la sua concezione materialistica della storia, di conseguenza «il comunismo dei francesi e dei tedeschi, il cartismo degli inglesi non ci apparivano più come qualcosa di casuale, ma come un movimento della moderna classe oppressa del proletariato, come forme più o meno sviluppate della lotta storicamente necessaria di questa classe contro la classe dominante della borghesia» (ivi, p. 257). Engels non dice che, quando divenne chiaro il successo della «Society of Working Men in London», egli insieme con Marx, fece da Bruxelles dei tentativi «pour propager les idées du communisme allemand» e controllare l’attività del «Bildungs-Verein»; però Schapper mantenne fermo lo statuto redatto nel giugno 1845, per cui poteva essere membro di questa «Gesellschaft» ogni uomo di qualsiasi «Nation», di qualsiasi «Glaube», di qualsiasi «Stand»; inoltre questo «leader» della «Society» nei suoi discorsi ribadì la propria autonomia organizzativa. Engels non ricorda che tra febbraio e marzo 1846, d’accordo con Marx, egli cercò di rompere l’intesa esistente tra i «’Fraternal Democrats’» e la «’German Democratic Society»; scavalcando Schapper, scrisse il 5 marzo, quale rappresentante dei «’German Democratic Communists of Brussels’» ad Harney, proponendogli legami diretti in vista dell’approssimarsi della rivoluzione proletaria in Inghilterra” (pag 89-90) [Salvo Mastellone, ‘I “Democratic communists” di Bruxelles: Engels e Marx’ (cap. VIII), (in) ‘La democrazia etica di Mazzini’, Istituto per la storia del Risorgimento italiano – Archivio Guido Izzi, Roma, 2000]
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- Articolo pubblicato:15 Settembre 2026
