“I tre modelli elaborati da Agostino nel V secolo, da Machiavelli nel XVI e da Leibniz nel XVII, possono essere posti per semplicità sotto il segno, rispettivamente, dell’adattamento, del conflitto e della molteplicità. Basteranno pochi esempi a illustrare la durevole influenza di ognuno di essi. La filosofia della storia di Hegel combinò il modello conflittuale di Machiavelli con una versione secolarizzata del modello di Agostino, basato sull’adattamento (59). La rielaborazione del modello conflittuale nell’opera di quel grande ammiratore di Machiavelli che fu Karl Marx è altrettanto evidente (60)” (pag 184) [Carlo Ginzburg, ‘Occhiacci di legno. Nove riflessioni sulla distanza’, Feltrinelli, Milano, 1998] [(59) Vedi G. Procacci, ‘Machiavelli…, cit., p. 370-373, su Hegel, ‘Über die Verfassung Deutschlands, e sull’importante saggio di Fichte (scritto nel 1807, ‘Über Machiavelli als Schriftsteller, und Stellen aus seiner Schriften’, in Fichtes, ‘Werke’, a cura di I.H. Fichte, XI, Berlin, 1971, pp. 401-453). Alle pp. 430-433 Fichte trascrisse e commentò il passo della dedica del ‘Principe’ sui pittori di paesaggio; (60) ‘Ex libris Karl Marx und Friedrich Engels’ a cura di B. Kaiser e I. Werchan, Berlin, 1967, p. 134, num. 286. “Le ‘Istorie fiorentine’ sono un capolavoro”, Marx scrisse a Engels il 25 settembre 1857 (Mega, 29, p. 193): una testimonianza da aggiungere a quelle raccolte da G. Procacci, ‘Machiavelli’, cit.. La nota osservazione di B. Croce su Machiavelli e Marx si trova in ‘Materialismo storico ed economia marxista’, Bari, 1951, (1° ed: 1899), p. 161, nota 1]
- Categoria dell'articolo:Nuove Accessioni
- Articolo pubblicato:26 Giugno 2026
