“Il congresso internazionale di Copenhagen (1910) servì da cornice ad un nuovo tentativo mirante a riunire in una conferenza riservata, i delegati di ciascun paese considerati rappresentanti del marxismo rivoluzionario. A quella riunione parteciparono: Jule Guesde, Charles Rappoport, Rosa Luxemburg, J. Marchlewski, Plechanov, Rjazanov, Lenin, De Bruckère, P. Iglesias, C. Rakovskij, A. Braun (Austria), ecc. A giudicare dal numero e dalla qualità dei partecipanti l’iniziativa fu un successo in confronto alla analoga riunione di Stoccarda. Ma è difficile valutarne i risultati perché manchiamo di documenti in proposito. A Copenhagen c’era una numerosa e attiva delegazione russa. Lenin in persona partecipò alle riunioni del BSI e ai lavori di una delle principali commissioni del congresso, che si occupò della questione delle cooperative. Mentre mantenne le sue riserve circa la risoluzione approvata su questo problema, quella sul militarismo (che non faceva altro che riprodurre i punti essenziali del documento approvato a Stoccarda) lo soddisfece pienamente. Lenin partecipò anche alla XIII riunione plenaria del BSI, convocata con grande urgenza per discutere la questione del Marocco. La riunione fu tenuta a Zurigo nei giorni 23-25 settembre 1911. Non conosciamo la partecipazione di Lenin ai dibattiti perché i resoconti della riunione non vennero pubblicati. Secondo le memorie della N,.K. Krupskaja, «verso la fine di settembre Vladimir Ilic andò a Zurigo per partecipare alla seduta del Bureau international. Vi si discusse la lettera inviata da Molkenburg al Comitato centrale del Partito socialdemocratico tedesco. Si trattava dell’atteggiamento che il partito doveva assumere le prossime elezioni; Molkenburg sosteneva che non si doveva mettere in primo piano la critica della politica coloniale a causa degli avvenimenti del Marocco. Quella lettera fu pubblicata da Rosa Luxemburg. Bebel ne fu indignato. Vladimir Ilic solidarizzò con Rosa e la difese. L’atteggiamento opportunistico della socialdemocrazia tedesca si precisò in questa seduta in maniera non ambigua». (N.K. Krupskaja, op. cit., pp. 163-164). L’attenzione e l’importanza accordata da Leni al BSI non si limitavano alla sua partecipazione alle riunioni annuali. Per garantire relazioni rapide e dirette col Segretariato internazionale, egli ebbe, a partire dal 1908, un rappresentate permanente presso il BSI residente a Bruxelles, che dapprima fu G.A. Salomon (Issetskij) e poi, dal 1909 fino al 1914, I. Popov” (pag 50-51) [Georges Haupt, ‘Lenin e la Seconda Internazionale. Carteggio Lenin-Huysmans’, Samonà e Savelli, Roma, 1969]