“L’epidemia di febbre bellica che Trotzki aveva osservata in modo così incredulo quando questa aveva indotto le masse a ballare per le strade di Vienna, la febbre bellica che, anche fra i confinati bolscevichi del villaggio artico di Turukhansk aveva «disorientato tutti quanti» e aveva reso «forti le tendenze difesiste» rispetto allo stesso governo che li teneva al confino – quella stessa febbre s’impadronì delle masse di ogni paese in guerra. Non parlo semplicemente delle masse disorganizzate, ma dei lavoratori aventi una «coscienza di classe», organizzati nei sindacati e nei partiti socialisti (e non meno degli aderenti del «Principe della Pace» organizzati nelle Chiese cristiane). Non solo la Destra, ma il Centro e la Sinistra dei Partiti socialisti, furono trascinati. Jules Guesde, che era stato il capo della sinistra francese nella sua lotta contro il riformismo e il ministerialismo e che si era unito a Lenin, Rosa Luxemburg e un pugno di altri per costituire la sinistra al Congresso dell’Internazionale Socialista a Copenaghen nel 1910, diventò immediatamente Ministro senza Portafoglio nel Gabinetto di Guerra francese. Gustave Hervé, esponente mangiafuoco della frazione antiguerrafondaia e antimperialistica del Partito socialista francese, il quale aveva voluto che l’Internazionale «rispondesse» a una dichiarazione di guerra con uno sciopero generale, trasformò il titolo del suo giornale da ‘La Guerre Sociale’ in ‘La Victorie’. Paul Lensch e Parvus (Alexander Helfand), che, come Rosa Luxemburg, erano stati redattori del foglio di sinistra ‘Leipziger Volkszeitung’, divennero ardenti propagandisti di guerra. Lensch accettò perfino la direzione della ‘Deutsche Allgemeine Zeitung’, mentre Parvus fondava ‘Die Gloke’ onde predicare il «significato socialista» dei fini bellici tedeschi.Vladimiro Burtsev, che abbiamo fin qui conosciuto come principale smascheratore della polizia segreta russa e dei suoi agenti nel movimento rivoluzionario, pubblicò una dichiarazione nella stampa dell’emigrazione russa e in quella francese e inglese, facendo appello a tutti i socialisti onde sostenessero il governo russo in guerra. Poi senza attendere il permesso o una promessa d’amnistia, partì per la Russia onde offrire i suoi servizi come volontario. Alla frontiera la polizia arrestò l’arcinemico che aveva denunciato tante sue spie. Solo dopo un anno in Siberia e dopo un intervento dell’ambasciatore francese, fu amnistiato in sordina. Libero a San Pietroburgo, continuò a scrivere articoli a favore della guerra. I capi socialrivoluzioari Avksentiev, Bunakov, Evgeniev, Bach, Belit, Argunov, Savinkov, Lazarev, Nochtoni, Voronev, Moisenko, tutti uomini che erano stati in carcere e in Siberia e che erano fuggiti all’estero per combattere meglio il governo russo, formarono allora un gruppo denominato «Oltre confine» con un ardente programma di difesa» (pag 830-831) [Bertram D. Wolfe, ‘I tre artefici della rivoluzione d’Ottobre (Lenin Trotzki Stalin)’, La Nuova Italia, Firenze, 1953]
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- Articolo pubblicato:30 Aprile 2026
