“Intorno al 1905, anno della mancata rivoluzione bolscevica, il quadro si presentava così contrapposto: da un lato, “materialisti dialettici” capeggiati da Lenin; dall’altro, ‘Otzovisti’ del gruppo ‘Vpëriod (8), o più generalmente “machisti russi”, con a capo Aleksandr Bogdanov (9). Lenin e Bogdanov erano stati strettissimi collaboratori negli anni immediatamente precedenti la rivoluzione e addirittura è ampiamente documentato che Bogdanov gli avesse fornito un appoggio decisivo nell’attività di propaganda del movimento bolscevico, procacciando anche parte dei mezzi finanziari necessari all’esercizio rivoluzionario. La compresenza di personali e divergenti sfumature filosofiche, all’epoca, era già in rilievo ma non turbava il rapporto di rispetto e stima reciproci (10), ma questa tolleranza non era destinata a durare a lungo. Con l’aggravarsi della situazione storica contingente, la lotta politica per la direzione della frazione bolscevica acquisì i connotati di una lotta culturale per l’indirizzo ideologico di tutta l’azione rivoluzionaria (11). Quando Nel 1905 accadde il fallimento della rivoluzione e gli affari all’interno del partito cominciarono a necessitare di soluzioni alternative, le divergenze e i contrasti tra le due frazioni aumentarono sensibilmente. La ragione del contendere si basava adesso su una questione quanto mai decisiva per il proseguo dell’azione politica; nel 1907, dopo lo scioglimento della seconda Duma di stato per mano del ministro Stolypin e la serie di limitazioni a cui fu sottoposto il sistema elettorale, i socialdemocratici si trovarono alle prese con la delicata decisione se partecipare o meno alle elezioni della terza Duma di stato. Bogdanov si pronunciò per sabotarle al fine di raccogliere le energie in vista della pianificazione di un nuovo movimento di protesta. Lenin, invece, auspicò la necessità di un compromesso con il parlamento che sarebbe stato più utile sul piano tattico, rispetto ad un’insurrezione (12). La stipulazione di un compromesso era doverosa ai fini dell’ottenimento di una voce in capitolo in parlamento e questo non solo per scopi tattico-politici. La strategia che Lenin intendeva seguire aveva scopi decisamente più lungimiranti” (pag 40-41) [Giulia Rispoli, ‘Dall’Empiriomonismo alla Tectologia. Organizzazione, complessità e approccio sistemico nel pensiero di Aleksandr Bogdanov’, Aracne editrice, Roma, 2012]  [Lenin-Bibliographical-Materials] [LBM*]


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