“Caro Lupus, mi accorgo con spavento dalla data delle tua lettera, che Marx mi ha portato alcuni giorni fa quando venne a trovarmi qui a Manchester, che essa è già vecchia di circa quattro settimane. Marx mi disse però che ti aveva scritto subito. Per quanto riguarda i tuoi piani americani, levateli dalla testa. Essi sono superflui, e tu troverai immediatamente qualcosa a Londra, perché sai l’inglese, e persone della tua solidità nelle lingue antiche sono colà ricercate, in particolare se hai i tuoi attestati. Gli individui più insignificanti hanno ricevuto le migliori posizioni. La storia del giornale americano è un’impostura, credi forse che, se fosse una cosa seria, quel tipo si ordinerebbe un redattore dall’Europa e attenderebbe tanto tempo? Chissà cosa c’è dietro e che cosa nel frattempo ne sarà di tutto il progetto. L’anticipo per il viaggio finiresti per doverlo aspettare fino al giudizio universale. Inoltre la faccenda, anche nel caso migliore, non è tale da potersi recare a Chicago sulla sua base; quattro dollari alla settimana è al di sotto del salario più ordinario per un taglialegna, e per di più gli otto giorni di preavviso in caso di licenziamento, cosa che laggiù è assai diffusa! (…) Spero che tu lo abbia già e non appena ne sei in possesso aprilo, fatti dare un passaporto per Londra e prendi il largo. (…) Ma tu devi venire in tutti i modi in Inghilterra. (…) In tutti i modi però, spero che tu venga qui e rimanga. Tu hai qui più possibilità che in America e chi va laggiù non è facile che ritorni. In America, dove Heinzen è l’uomo più grande e dove ancora il grasso Struve rovescerà su tutto il paese le sue porcherie. Il diavolo si porti quella gente. Meglio galeotto in Turchia che giornalista in America. Manda presto tue notizie e vieni presto. Tuo F.E., Manchester” (pag 299-301) [Lettera di Engels a Wilhelm Wolff (a Zurigo), Manchester, 1° maggio 1851] [Karl Marx, Friedrich Engels, Opere. Volume 38. Lettere 1844-1851. Edizioni Lotta Comunista, Milano, 2018] [Wolff Wilhelm (Lupus) (1809-1864), insegnante, figlio di un contadino povero slesiano; dal 1831 attivo nel movimento studentesco della Burschenschaft, fu per questo messo in carcere dal 1834 al 1838; a Bruxelles a partire dal 1846, dove fece amicizia con Marx ed Engels; attivo nel Comitato comunista di corrispondenza; membro della Lega dei giusti e uno dei fondatori della Lega dei comunisti, al Comitato centrale della quale appartenne a partire dal marzo 1848; nel 1848-49 nella redazione della «Neue Rheinische Zeitung», membro dell’Assemblea nazionale di Francoforte (estrema sinistra); emigrò in Svizzera nel luglio 1849, quindi, alla metà del 1851, in Inghilterra] [dall’indice dei nomi, p. 559]

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