“Vincolate a questa visione valutativa, ma con accentuazioni libertario-spontaneistiche, e legate al tentativo – non riuscito – di sminuire o di negare radicalmente la funzione del marxismo e dell’organizzazione politica del proletariato, sono le sintesi offerte da Annie Kriegel per la vasta ‘Storia del socialismo’, diretta da Jacques Droz, la quale ultima invero spicca per la mole e per l’ampiezza degli orizzonti nazionali affrontati, presentando come momenti di debolezza soltanto i capitoli sull’Internazionale (1). E’ inutile voler dimostrare che l’Internazionale fu un'”invenzione” estranea alla vita dei proletariati nazionali, con scarsi aderenti, senza influsso ideale, con mete in fondo libertarie, e poi parlare – come fa la Kriegel – di “ecumenismo proletario” e cercare di scoprire i motivi per cui l’apparizione internazionalista ha interessato in ogni tempo studiosi, storici e politici. La risposta che contribuisce a far comprendere e anche a giustificare il fenomeno è esclusivamente una: il marxismo – ha provato Ernesto Ragionieri – rappresenta l’elemento di coesione e di costruzione politica che, pur entro contraddizioni intestine incessantemente riproponentesi, ha garantito la continuità rivoluzionaria nel tempo del movimento operaio internazionale, enucleato però nelle sue singole organizzazioni locali (2). Naturalmente questo marxismo, nel suo rapporto col concreto movimento internazionale, non dev’essere considerato alla stregua di una dottrina immobile e acritica, come invero è stato fatto più volte  (3), bensì come momento dinamico di pensamento e riflessione, legato alla realtà di classe del proletariato e delle sue espressioni politiche” [Gian Mario Bravo, Marx e la Prima Internazionale, Edizioni Pantarei, Milano, 2014] [(1) Cfr., di Annie Kriegel, ‘L’Associazione Internazionale degli Operai (1864-1876)’, nella ‘Storia del socialismo’, diretta da Jacques Droz, vol. I., Roma, 1974, pp. 712 sgg.  (con i capp. sulla II e sulla III Internazionale nei due volumi seguenti della medesima ‘Storia’, edita in italiano parallelamente alla pubblicazione francese). Tesi analoghe l’autrice difende in ‘Les Internationales ouvrières (1864-1943)’, Paris, 1964, e in ‘Le pain et les roses. Jalons pour une histoire des socialismes’, Paris, 1973, pp. 107-137;  (2) Ernesto Ragionieri, ‘Il marxismo e l’Internazionale. Studi di storia del marxismo’, Roma, 1968, pp. 1-45 e 47 sgg.. Sulla stessa scia si muove Aldo Agosti nella raccolta documentaria ‘Le Internazionali operaie’, Torino, 1973; (3) Così William Z. Foster, ‘History of the Three Internationals’, New York, 1968, pp. 44-131, e, com maggiore acriticità, L.M. Kriwogus – S.M. Stezkewitsch, ‘Abriss der Geschichte der I. und II. Internationale’, Berlin 1960, pp. 11-140]

Chiudi il menu