“La storia delle traduzioni italiane delle ‘Tesi su Feuerbach’ presenta un notevole interesse, per il modo in cui attraverso essa si possono seguire le fortune del pensiero di Marx in Italia e le diverse interpretazioni che di esso sono state date nelle controversie che si svilupparono all’interno e all’esterno del movimento socialista. Le traduzioni italiane delle ‘Tesi’ che ho potuto rintracciare sono quattordici: dodici complete e due parziali. Non pretendo che l’elenco sia completo; ma certamente, se altre versioni esistono oltre a queste, esse sono praticamente sconosciute e non hanno certo potuto esercitare una influenza di qualche rilievo nella cultura italiana e nel movimento operaio. Delle quattordici traduzioni considerate, solo cinque sono condotte sul testo di Marx (e una di esse è parziale); tutte le altre si fondano sul testo di Engels. La prima traduzione italiana, completa, è quella di G. Gentile, condotta sul testo di Engels, apparsa nel 1899 nel volume ‘La filosofia di Marx’.(…) La traduzione del Gentile è stata largamente conosciuta (non a livello popolare, ma nel mondo della cultura), e come prima traduzione italiana ha esercitato una notevole influenza su diverse delle successive traduzioni: influenza che, dato il carattere di questa versione, non poteva che essere negativa. La traduzione immediatamente successiva a quella del Gentile è quella di Ettore Ciccotti, pubblicata nel 1902 in appendice alla traduzione del ‘L. Feuebach’ di Engels nel quadro della grande raccolta di opere di Marx, Engels e Lassalle in lingua italiana diretta dal Ciccotti, il quale è anche l’autore di molte delle traduzioni, come ad esempio questa (1). La traduzione del Ciccotti è senz’altro una delle migliori; essa segue fedelmente il testo tedesco (naturalmente, nella redazione di Engels). Pochissime le cose da notare, e quasi tutte secondarie (…). Ad Arturo Labriola risale la terza traduzione italiana, parziale (comprende poco più della metà del testo), tratta naturalmente anch’essa dal testo di Engels e pubblicata nel 1908. Essa è abbastanza fedele, e segue in misura notevole quella del Ciccotti, pur con una certa indipendenza. E’ curioso notare che Arturo Labriola, che nel testo in cui è compresa la traduzione delle ‘Tesi’ esprime su Engels apprezzamenti durissimi, si serve, senza saperlo, di un testo rivisto e corretto da Engels. (…) Nel 1909 appariva una nuova traduzione delle ‘Tesi’, dovuta a Rodolfo Mondolfo, fondata anch’essa sul testo di Engels. Essa segue molto da vicino quella del Gentile, si potrebbe anzi dire che è, essenzialmente, una parafrasi di quella; la fedeltà si spinge fino al punto di riprodurne i più vistosi arbitri ed errori. (…) Dieci anni più tardi, nel 1919, nel suo libro ‘Sulle orme di Marx’, il Mondolfo pubblicò una traduzione delle ‘Tesi su Feuerbach’ che, sebbene coincida in gran parte con quella del 1909, non è ad essa del tutto identica, e può quindi essere considerata una seconda versione.(…) Dopo la seconda traduzione del Mondolfo occorre aspettare oltre due decenni perché il testo delle ‘Tesi su Feuerbach’ sia di nuovo oggetto di una traduzione italiana. Il periodo della dittatura fascista mise al bando gli studi sul marxismo per un lungo seguito d’anni” [Arrigo Bortolotti, Marx e il materialismo. Dalla ‘Sacra famiglia’ alle ‘Tesi su Feuerbach’, 1976] [(1) K. Marx – F. Engels – F. Lassalle, Opere, a cura di E. Ciccotti, Roma, 1899 sgg. Le traduzioni furono pubblicate a dispense, e poterono quindi avere una notevole diffusione popolare. La traduzione delle ‘Tesi’ si trova nella serie II, Engels, f. 18, dispensa 62, alle pp. 41-42]

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