“Per quanto spaventoso e nauseante appaia la dissoluzione dell’antico ordinamento famigliare in seno alla società capitalistica, nondimeno la grande industria, assegnando alle donne, ai giovanetti ed ai ragazzi una parte decisiva nel processo di produzione socialmente organizzato all’infuori della sfera domestica, crea le nuove basi economiche di una superiore forma di famiglia e di rapporti sessuali. E’ una sciocchezza ritenere come forma assoluta della famiglia o quella cristiano-germanica, o quella dell’antica Roma, o quella dell’antica Grecia, o quella d’Oriente, le quali del resto formano l’una rispetto all’altra una serie storica evolutiva. E’ altrettanto evidente come il fatto che il personale combinato del lavoro risulti composto da individui d’ambo i sessi e delle più diverse età, sebbene nella forma di brutale escrescenza naturale ch’esso assume nel capitalismo, in cui il lavoratore, esiste per il processo produttivo, e non questo per il lavoratore, sia fonte pestilenziale di corruzione e di schiavitù, invece sotto opportune condizioni debba trasformarsi in fonte di umano progresso” [Karl Marx, Il Capitale] [in ‘Rassegna Comunista, Teoria – critica – documentazione del Movimento comunista internazionale, edita da Partito Comunista d’Italia, Napoli, Anno II, N. 21 15 maggio 1922]

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