“Parallelamente si innalza sempre di più una parete divisoria tra le discipline scientifiche, favorito questo dall’imperativo dell’immediato rendimento, fra specialità sempre meno volte alla ricerca fondamentale. Nello stesso tempo, sotto l’impulso dell’informatica, si fa sentire il “naturale” bisogno di cooperazione, tendente a fare della ricerca un’attività sociale collettiva. E’ interessante, a questo stadio d’osservazione, riprendere le considerazioni di Marx e di Engels sulla potenza sociale: “Il potere sociale, cioè la forza produttiva moltiplicata che ha origine attraverso la cooperazione dei diversi individui, determinata dalla divisione del lavoro, appare a questi individui, poiché la cooperazione stessa non è volontaria, ma naturale, non come il loro proprio potere unificato, ma come una potenza estranea, posta al di fuori di essi, della quale essi non sanno donde viene e dove va, che quindi non possono più dominare” (K. Marx F. Engels, L’ideologia tedesca, 1967, p. 24). L’informatica appare come un rivelatore ed un acceleratore di questa alienazione” [J.C. Quiniou, Marxismo e informatica, a cura di Cesi Pezzoli e Pier Carlo Maggiolini, 1972]

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