“(…) le macchine , che sono il mezzo più potente per abbreviare il tempo di lavoro, si mutano nel mezzo più infallibile per trasformare tutta la vita dell’operaio e della sua famiglia in tempo di lavoro disponibile per la valorizzazione del capitale; così accade che il sopralavoro degli uni diventa il presupposto della disoccupazione degli altri e che la grande industria che dà la caccia a nuovi consumatori su tutta la superficie terrestre, in patria riduce il consumo delle masse ad un minimo di fame e così mina il proprio mercato interno. “La legge che ‘equilibra costantemente sovrappopolazione relativa, ossia l’esercito industriale di riserva, da una parte’, e ‘volume e energia dell’accumulazione dall’altra’, incatena l’operaio al capitale in maniera più salda che i cunei di Efesto non saldassero alla roccia Prometeo. Questa legge determina una ‘accumulazione di miseria’ proporzionata all”accumulazione di capitale’. L’accumulazione di ricchezza all’uno dei poli è dunque al tempo stesso accumulazione di miseria, tormento di lavoro, schiavitù, ignoranza, brutalizzazione e degradazione morale al polo opposto, ossia dalla parte della classe che ‘produce il proprio prodotto come capitale'” (Marx, Das Kapital, P. 671)” [F. Engels] [in Umberto Cerroni, Il pensiero politico dalle origini ai nostri giorni, 1975)

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