“In poche settimane i menscevichi e i “socialisti-rivoluzionari” si appropriano a meraviglia di tutti i metodi e modi, delle argomentazioni e dei sofismi degli eroi europei della II Internazionale, dei ministerialisti e della restante turba opportunistica. Tutto quello che leggiamo oggi su Scheidemann e Noske, su Kautsky e Hilferding, su Renner e Austerlitz, su Otto Bauer e Friedrich Adler, su Turati e Longuet, sui fabiani e sui capi del Partito laburista indipendente in Inghilterra, tutto questo sembra (ed è di fatto) una noiosa ripetizione, un ritornello vecchio e ben noto. Tutto questo l’abbiamo già visto tra i menscevichi. La storia ha fatto uno dei suoi scherzi e ha costretto gli opportunisti di un paese arretrato a precorrere gli opportunisti di molti paesi progrediti. Se tutti gli eroi della II Internazionale sono falliti e si sono coperti di vergogna nella questione del significato e della funzione dei Soviet e del potere sovietico, se con singolare “chiarezza” si sono coperti di vergogna e impantanati in tale questione i capi di tre importanti partiti ora usciti dalla II Internazionale (cioè il Partito socialdemocratico indipendente di Germania, il Partito longuettista francese e il Partito laburista indipendente inglese), se tutti costoro si sono rivelati schiavi dei pregiudizi della democrazia piccolo-borghese (proprio come i piccoli borghesi del 1848 che si chiamavano “socialdemocratici”), ebbene, noi avevamo visto ‘tutto ciò’ dall’esempio dei menscevichi. La storia ha fatto questo scherzo: nel 1905 sono sorti in Russia i Soviet; dal febbraio all’ottobre 1917 i Soviet sono stati contraffatti dai menscevichi, che sono falliti per la loro incapacità di comprenderne la funzione e l’importanza; oggi l’idea del potere sovietico è sorta ‘in tutto il mondo’ e si diffonde con inaudita rapidità in seno al proletariato di tutti i paesi, mentre tutti i vecchi eroi della II Internazionale, per effetto della stessa incapacità di comprendere la funzione e l’importanza dei Soviet, falliscono ‘dappertutto’ come i nostri menscevichi. L’esperienza ha dimostrato come in alcune questioni essenzialissime della rivoluzione proletaria ‘tutti’ i paesi dovranno fare inevitabilmente ciò che ha fatto la Russia. I bolscevichi hanno cominciato con molta prudenza la loro lotta vittoriosa contro la repubblica parlamentare (di fatto) borghese e contro i menscevichi e l’hanno preparata in modo tutt’altro che semplice, a dispetto delle opinioni che vengono spesso ripetute in Europa e in America. All’inizio del periodo indicato ‘non’ abbiamo incitato a rovesciare il governo, ma abbiamo chiarito l’impossibilità di rovesciarlo ‘senza’ operare mutamenti preliminari nella composizione e nell’indirizzo dei Soviet. Non abbiamo proclamato il boicottaggio del parlamento borghese, della Costituente, ma fin dalla Conferenza di aprile (1917) del nostro partito abbiamo dichiarato ufficialmente, in nome del partito, che una repubblica borghese con una Assemblea costituente è migliore di una repubblica borghese senza Assemblea costituente, ma che tuttavia la repubblica sovietica, “operaia-contadina”, è migliore di qualsiasi repubblica parlamentare democratica borghese. Senza tale preparazione lunga, prudente, circostanziata, previdente, non avremmo potuto né riportare la vittoria nell’ottobre 1917 né difendere questa vittoria” [V.I. Lenin, ‘L’estremismo malattia infantile del comunismo’, Roma, 1970] [Lenin-Bibliographical-Materials] [LBM*]

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