“Per irritante che sia a causa della vanità politica della classe dominante e dei suoi parassiti di Stato, è il regime che conviene veramente all'”ordine” borghese, dando libero sfogo a tutti gli eccessi della sua industria, a tutte le infamie delle sue speculazioni, a tutti gli splendori dissoluti della sua vita. Lo Stato, che sembra innalzato al di sopra della società civile, diviene contemporaneamente esso stesso la serra calda di ogni corruzione di questa società. La sua completa putrefazione e la putrefazione della società che doveva salvare sono state messe a nudo dalle baionette della Prussia, ma il regime imperiale è a tal punto la forma politica inevitabile dell'”ordine”, l’ordine della società borghese, che la Prussia stessa è sembrata distruggere la sua sede centrale a Parigi solo per trasferirla a Berlino. L’Impero non è soltanto, come i suoi legittimi predecessori, monarchia legittima, monarchia costituzionale e repubblica parlamentare, una delle forme politiche della società borghese; ne costituisce al tempo stesso la forma più prostituita, più compiuta, e l’ultima. E’ il potere statale del dominio di classe dell’epoca moderna, almeno sul continente europeo” (pag 185-186) [Karl Marx, “La guerra civile in Francia”: secondo saggio di redazione] [in Karl Marx, ‘Scritti sulla Comune di Parigi’, Samonà e Savelli, Roma, 1971]

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