“Ritengo ancora valido l’antico giudizio che Franz Mehring, primo biografo di Marx e militante della sinistra socialista (1846-1819) diede di [Moses] Hess nella sua corposa e assai informata ‘Storia della socialdemocrazia’ alla fine dell’Ottocento. Mehring, anche, mise in luce di Hess l’intelligenza e il suo «interesse reale» per le «classi lavoratrici», nonostante i frequenti contrasti con Marx. Scrisse lo storico, con giudizio ancor valido: «Hess ha immolato una lunga vita piena di sacrifici all’emancipazione del proletariato e da vecchio ha combattuto disciplinatamente nelle file della socialdemocrazia tedesca, la quale batteva vie ben diverse da quelle che egli, nei suoi giovani anni, avrebbe voluto indicare. Proprio durante il periodo di Bruxelles, i suoi contatti con Marx ed Engels furono frequenti e così pure la collaborazione con essi; egli cercò di entrare nella loro concezione del mondo e si subordinò di buon grado allo spirito superiore che vedeva in Marx. Solo non riuscì mai a liberarsi da residui idealistici, che furono causa di continue frizioni e malumori» (33)” [Gian Mario Bravo, ‘”L’essenza del denaro”. Da Moses Hess a Karl Marx (1843-1845)’, Estratto da ‘In-trasformazione’, rivista di storia delle idee, Palermo, IV, 1, 2015] [(33) F. Mehring, ‘Storia della socialdemocrazia tedesca (1898-1899), con prefazione di Ernesto Ragionieri, Editori Riuniti, Roma, 1961, vol. I, pp. 250-251]
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- Articolo pubblicato:12 Dicembre 2025
