“Per Marx ed Engels, nel giudizio su Montalembert e su numerosi altri esponenti del liberalismo e del moderatismo francesi, discriminante fu dunque il sostegno dato a Bonaparte alla presidenza e poi, via via, negli anni che seguirono, al suo progressivo accentramento di poteri a danno del Parlamento, per giungere infine al ‘coup d’état’ del 2 dicembre 1851 e quindi alla costituzione dell’impero. In generale, l’ostilità di Marx e di Engels divenne una sorta di ragione politica, che determinò le loro scelte di campo durante due decenni, fino alla sconfitta di Sedan del settembre ’70. Astio, disprezzo e avversione ne influenzarono e suggestionarono gli atteggiamenti, per quanto fu inerente alla politica interna francese e per tutto ciò che riguardò la politica estera, specie nella considerazione dei processi, assai diversi ma paralleli, dell’unità nazionale italiana e di quella germanica. Manifestarono ciò attraverso scritti che circolarono ampiamente, diventando celebri in seguito: i più noti furono la raccolta di saggi poi raccolti sotto il titolo ‘Le lotte di classe in Francia dal 1848 al 1850’, e ‘Il 18 brumaio di Luigi Bonaparte’, del 1852 (2). Ma entrambi appalesarono la loro animosità soprattutto negli articoli che inviarono dall’Inghilterra, in tutto il decennio ’50-’60, al quotidiano più diffuso degli Usa, il «New York Daily Tribune» (3), e attraverso interventi presso politici e in vari organi di informazione europei. Legate a queste posizioni, spesso oltremodo rigide, furono le valutazioni che essi, sia pubblicamente sia privatamente, manifestarono in talune circostanze sulle scelte politiche di Montalembert. Marx accusò di fatto il liberale cattolico di aver favorito, innanzitutto con i suoi consigli, l’ascesa al potere e al trono imperiale di Napoleone: Montalembert, «capo del partito cattolico», in alleanza con i rappresentanti bonapartisti accreditati e a fianco del «partito dell’ordine», «disperando della vitalità del partito parlamentare» aveva sostenuto fin dal ’48 con «la sua influenza» il Bonaparte. Similmente era capitato fra il ’49 e il ’51: Marx imputò a Montalembert non solo di aver suffragato lo «smantellamento» del Parlamento da parte del presidente della Repubblica, ma di avergli anche garantito, col suo appoggio, un grosso appannaggio, e infine di avergli concesso un supporto ideale e concreto e il sostegno nella formulazione della populistica legge elettorale che lo aveva favorito in modo decisivo (4). Ciò nonostante, grazie a informazioni ricevuto da corrispondenti da Parigi e alle notizie ufficiali della stampa, Marx dopo qualche tempo cambiò opinione. E allora la sua critica a Montalembert, fu accompagnata dalla presa d’atto del mutamento della situazione, concernente principalmente il passato. Scrivendo sul NYDT alla fine del febbraio 1854, quando la rottura con il Bonaparte si era consumata, Marx un’altra volta rimproverò a Montalembert, qualificandolo «il più attivo strumento nel preparare il rovesciamento del regime parlamentare», di aver programmato a fianco di Luigi Napoleone, quale esponente cattolico e liberale di spicco, il colpo di Stato del 2 dicembre (5). (…) Marx avversò e stigmatizzò Montalembert anche nell’altro scritto “storico” sul periodo rivoluzionario, ‘Le lotte di classe in Francia’. (…) Il cambiamento di opinione di Marx ed di Engels per il francese si modificò quando, nella primavera del 1852, dopo il sostegno decisivo durante circa quattro anni alla politica di Luigi Bonaparte, Montalembert interruppe la sua collaborazione con il presidente, che di lì a qualche mese, il 21 novembre 1852, si sarebbe fatto proclamare imperatore” (pag 217-218, 220) [Gian Mario Bravo, ‘Montalembert, Marx e Cavour. Estratto da ‘Montalembert pensatore europeo’, a cura di Manuela Ceretta e Mario Tesini’, Studium, Roma, 2013] [(2) K. Marx, ‘Le lotte di classe in Francia dal 1848 al 1850’ (1850), in K. Marx F. Engels, ‘Opere’, Editori Riuniti, Roma, 1977, vol. X, e Id., ‘Il 18 brumaio di Luigi Bonaparte’ (gennaio-marzo 1852), in ‘Opere’, Ed. R., Roma, 1982, vol. XI; (3) D’ora in avanti citato come NYDT; (4) K. Marx, ‘Il 18 brumaio di Luigi Bonaparte’, cit., p. 167; lettera di Engels a Marx, 12 febbraio 1851, in ‘Opere’, ‘Lettere, 1844-1851’, Editori Riuniti, Roma, 1972, vol. XXXVIII, p. 206; (5) Id., ‘La diplomazia russa. Il libro azzurro sulla questione orientale. Il Montenegro’, NYDT, 27 febbraio 1854, ora in K. Marx, F. Engels, ‘Opere’, Editori Riuniti, Roma, 1978, vol. XII, p. 638]
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- Articolo pubblicato:4 Novembre 2025
