“Il concetto trockijano di «degenerazione» ha però un precedente immediato in una formula usata da Lenin quella di «deformazione». Il Lenin dell’esperienza dello Stato, il quale, come si vedrà più avanti, deve essere distinto dal Lenin della teoria pre-rivoluzionaria ed ‘inesperta’ dello Stato e della società di transizione, conierà infatti una formula ‘di processo’ più complessa di quelle dell’estraneazione-allontanamento. Sarà la stesa, del resto sulla quale Trockij stesso rimarrà per lungo tempo attestato. A un certo punto, nel corso dell’esperienza, Lenin prende infatti a parlare di «deformazione» dello Stato operaio, dovuta al peso che in esso sta prendendo la componente burocratica. Si tratta di riflessioni pratiche, nelle quali non vi è tempo per meditare elaborazioni teoriche, ma che si rivolgono a un fenomeno che è assai rilevante rispetto alla elaborazione precedente. Tale «deformazione» è ricondotta da Lenin a fattori storici, i quali sono a) quelli strutturali, ma storicamente specifici, dell’arretratezza dell’ex impero russo e della necessità di coordinare e controllare l’enorme dispersione contadina, b) quelli contingenti determinati dall’enorme impegno e dalla falcidie dei militanti operai nella guerra civile. La deformazione ha, dunque, il duplice volto di dimensione necessaria di una struttura sociale determinata e di incongruenza funzionale alla natura del nuovo Stato. È un problema di ipertrofia e patologia dell’apparato amministrativo, non di prevaricazione di potere. Per Trockij si passerà dalla «deformazione» alla «degenerazione» (15), allorché il gruppo dirigente comincerà ad affrontare il dualismo sociale esistente nell’URSS (operai e contadini), facendo concessioni dirette al settore contadino potenzialmente capitalistico, in luogo di rafforzare il settore contadino in senso moderno ma non capitalistico. Si tende a un equilibrio restaurativo che è un’evidente scelta politica ma al quale Trockij non fornisce altra motivazione se non quella che esso accresce i poteri della burocrazia, la quale vi è interessata. Compaiono tendenze «termidoriane», le quali si bloccano, a un certo punto, in una situazione «bonapartista»” (pag 91-92) [Luciano Cafagna, ‘L’alternativa di Trockij’, ‘Mondoperaio’, Roma, n. 12, dicembre 1979] [(15) Un tentativo di analitica ricostruzione del passaggio dal concetto leniniano di «deformazione» a quello trockijano di «degenerazione» si trova in J.L. Dallemagne, ‘Construction du socialisme et révolution. Essai sur la transition au socialisme’, Paris, Maspero, 1975, pp. 138-245] [Lenin-Bibliographical-Materials] [LBM*]