“Il modo in cui la classe capitalista ha ottenuto la proprietà delle risorse con cui essa controlla la produzione appartiene alla storia. Né Smith né Ricardo si preoccuparono di approfondirla. Ricardo prende il sistema capitalista così come lo trova, un sistema nel quale la proprietà privata è riconosciuta dallo stato e nel quale i lavoratori, non avendo alcuna risorsa materiale in loro possesso, vendono il loro lavoro nel mercato in cambio dei salari. Una parte del sovrappiù, detratti i costi salariali, va come rendita alla classe che detiene la proprietà della terra; una parte rimane ai capitalisti per il loro consumo e per l’accumulazione. Ciò che viene risparmiato (il fondo salari) è speso in lavoro produttivo addizionale; i capitalisti trasformano i risparmi in capitale. L’accumulazione è infatti definita, sia da Ricardo che da Smith, come il processo di trasformazione dei risparmi in capitale, o in altre parole, di utilizzazione di ciò che si è risparmiato per l’impiego in lavoro produttivo (4). Adam Smith certamente individua un lontano stadio primitivo della società in cui non è ancora avvenuta l’appropriazione della terra e in cui il capitale non è ancora stato accumulato. Tuttavia egli considera l’accumulazione come un processo spontaneo che precede la divisione del lavoro e lo scambio (5), introdotti dalla classe capitalista, e la proprietà privata della terra come un atto spontaneo di appropriazione che lo stato legittima. Karl Marx, d’altra parte, attribuisce l’origine dell’accumulazione («l’accumulazione originaria», come egli la definisce) alla «forza». Egli la rintraccia nell’espropriazione dei produttori agricoli e nella creazione di una massa di proletari senza terra. «Nella storia dell’accumulazione originaria, fanno epoca dal punto di vista storico tutti i rivolgimenti che servono di leva alla classe dei capitalisti in formazione; ma soprattutto i movimenti nei quali grandi masse di uomini vengono staccate improvvisamente e con la forza dai loro mezzi di sussistenza e gettate sul mercato del lavoro come proletariato» (6). Marx cita l’esempio dell’Inghilterra dove l’accumulazione originaria assunse la «forma classica». Fra gli autori più vicini a Ricardo, John Stuart Mill ebbe un’opinione simile riguardo all’origine dell’accumulazione. Egli afferma: «Gli ordinamenti sociali dell’Europa moderna trassero origina da una distribuzione della proprietà che era il risultato non di una giusta partizione o di una giusta acquisizione mediante un’attività produttiva, ma della conquista e della violenza» (7). Mill non si spinse tanto lontano quanto Marx nella reazione contro il sistema capitalistico; (…)” (pag 88-89) [Amiya Kumar Dasgupta, ‘La teoria economica da Smith a Keynes’, Il Mulino, Bologna, 1988] [(4) «Quando diciamo che il reddito è risparmiato, e aggiunto al capitale, vogliamo dire che la parte di reddito che diciamo aggiunta al capitale è consumata da lavoratori produttivi anziché da lavoratori improduttivi». D. Ricardo, ‘Sui principi dell’economia politica e della tassazione’, Milano, Isedi, 1976, pag 106n; (5) «L’accumulazione dei fondi deve di necessità precedere la divisione del lavoro». A. Smith, ‘Indagine sulla natura e le cause della ricchezza delle Nazioni’, Milano, Isedi, 1973, p. 267; (6) Karl Marx, ‘Il capitale’, cit., vol. I, p. 780]

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