“Era Nuova. Periodico Socialista. Scheda introduttiva: «Il primo numero del giornale apparve il 4 marzo 1894 ed ebbe una uscita settimanale sempre nel giorno di domenica, tranne il n. 3 del 17 marzo 1894 che uscì di sabato. (…) Complessivamente tra il 1894 ed il 1913 furono pubblicati 461 numeri di questo periodico. Nel corso degli anni cambiarono direttori e gerenti del periodico. (…) La nascita di questo periodico è strettamente legata a quella del Partito socialista italiano, avvenuta a Genova il 14-15 agosto 1892 con il nome di Partito dei Lavoratori Italiani, divenuto, in occasione del secondo congresso, tenutosi a Reggio Emilia l’8 settembre 1892, Partito Socialista dei Lavoratori Italiani e quindi, al congresso tenutosi a Parma il 13 gennaio 1895, Partito Socialista Italiano. (…) Nello spazio della testata le indicazioni sui prezzi e l’indirizzo del giornale (…) Sotto la testata un verso dantesco (‘Una gente impera e l’altra langue’, Dante, Inferno, VII, 82) e un brano del ‘Manifesto’ di Marx ed Engels (‘Al posto della vecchia società borghese divisa in classi cozzanti fra loro subentra una associazione nella quale il libero sviluppo di ciascuno è la condizione per il libero sviluppo di tutti’). L’editoriale che apre il giornale s’intitola ‘Per il buon principio. “‘L’Era Nuova’ doveva pubblicarsi il 21 gennaio p.p., ma varie cagioni ne ritardarono la nascita ad oggi. Non ha però perduto freschezza questa lettera che Federico Engels dirigeva ad uno dei nostri redattori che lo avevano richiesto di consiglio per l’epigrafe da adattare quasi segnacolo in vessillo. Siamo veramente orgogliosi di inaugurare la esistenza del nostro giornale col venerando nome del più grande dei socialisti viventi, del fratello intellettuale di Carlo Marx. L’opera nostra non poteva avere battesimo d’auspicio migliore. Ecco la lettera: “Londra 9 gennaio ’94, 122 Regent’ 3, Park Read, N.W., Caro Compagno, Ho lungamente cercato un motto epigrafico come voi lo desiderate, nelle opere di Marx che solo fra i socialisti moderni mi pare di tale grandezza da star di fronte al sommo Fiorentino. Tuttavia non ho trovato di meglio che questo brano del ‘Manifesto del Partito comunista’ (Edizioni della ‘Critica Sociale’, pag. 35). «Al posto della vecchia società borghese divisa in classi cozzanti, subentra una associazione nella quale il libero sviluppo di ciascuno è la condizione per il libero sviluppo di tutti». Riassumere lo spirito della auspicata era nuova in brevi parole è quasi impossibile, senza cadere o nell’utopia o nella vacuità di una frase. Perdonatemi dunque se ciò ch’io vi offro non soddisfa a tutte le condizioni desiderate. Ma poiché voi dovete essere pronto per la data del 21 (data di buon augurio, come quella che ricorda l’esecuzione del cittadino Luigi Capeto) non vi è tempo da perder. Vostro F. Engels” (pag 195-196-197) [‘Giornali operai genovesi da Mazzini al socialismo. Studi storici di autori vari’, a cura di Erio Bertorello e Giulio Fiaschini, Genova-Sampierdarena, 2007]

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