“Il “rimedio” si impone da sé: per poter sopravvivere alla crisi cronica di sovrapproduzione che minaccia sempre più l’economia capitalista mondiale, e in particolar modo la più forte – l’inglese -, l’imperialismo ricorre al militarismo e alla corsa agli armamenti, all’interno; al colonialismo e alle guerre locali, all’esterno. L’intrusione del militarismo nella produzione, segna il passaggio del capitale a quella che viene chiamata “la ‘tappa’ dell’imperialismo” (Lenin). Si tratta di una fase tutt’altro che nuova del capitale, perché esso è nato colonialista e aggressore di altri popoli. L’Irlanda, dove Cromwell si rende tristemente celebre fin dalla rivoluzione borghese, è secondo l’espressione di Marx, la prima colonia dell’Inghilterra. Così, la creazione violenta del mercato mondiale con l’assoggettamento dei popoli di colore durante la cosiddetta accumulazione primitiva, è la base preliminare del modo di produzione borghese. La militarizzazione di una parte della produzione significa, inoltre, l’entrata in forze della ‘politica’ nell’economia. Miracolosa panacea! La crisi, dovuta all’eccesso di forze produttive, è integrata nell’economia, perché con l’armamento il capitale crea …. la sovrapproduzione sviluppando nuovi settori di produzione che gonfiano l’apparato produttivo, anche se ne distrugge in parte il prodotto poiché serve a liquidare la sovrapproduzione, ed è il mezzo per non soccombere alle proprie micidiali devastazioni e poter iniziare così un nuovo ciclo. Questi interventi nell’economia rafforzano la sola istituzione in grado di esercitare un ruolo contemporaneamente politico ed economico. Infine, la politica applicata all’economia diffonde, per usare un’espressione moderna, il totalitarismo nella società. Le pretese dello Stato di essere liberale e democratico e di rappresentare tutti i cittadini, vengono smentite quotidianamente dalle sue azioni. Oggi, la crisi economica divenuta “permanente” si manifesta virtualmente con i suoi prolungamenti politici e militari. Questo “rimedio” dell’armamento permette al capitale di sopravvivere e persino di prosperare (sovraprodurre) in tutti gli altri rami… fino alla crisi che impone guerra e distruzioni in una virulenza corrispondente al livello di sovrapproduzione che l’economia mercantile assetata di profitti spinge al culmine. Nell”Antidühring’, Engels descrive i meccanismi imperialistici: “La guerra franco-prussiana ha segnato una svolta di ben maggiore importanza di tutte le precedenti… l’esercito è diventato fine precipuo dello Stato e fine a se stesso; i popoli non esistono più se non per fornire e nutrire i soldati. Il militarismo domina e divora l’Europa, ma reca in sé anche il germe della sua propria rovina… Esso perisce per la dialettica del suo proprio sviluppo” (1)” [La crisi storica del capitalismo drogato. Critica marxista rivoluzionaria del corso degenerativo dell’odierno capitalismo senile, Torino, 1978] [(1) Cf. Engels, Anti-Dühring, Ed. cit., Op. complete, XXV, p. 163]