“Allo scopo di mostrare che cosa intendesse per produzione proporzionale, che fosse immune da ogni problema di sottoconsumo, Tugan usava gli “schemi di riproduzione” di Marx, dal secondo libro del ‘Capitale’. Ma, mentre Marx e Voroncov sostenevano la necessità del consumo e il bisogno di un mercato interno o estero, Tugan mise in secondo piano il consumo. La domanda di beni, nel sistema capitalistico, è in un certo senso indipendente dal consumo. Riferendosi specificamente alla teoria del mercato di Marx-Voroncov, Tugan scrive: “Il processo di produzione crea il suo mercato e non ha bisogno di altri mercati. Se la produzione può essere aumentata e ciò è reso possibile dalle forze produttive, allora anche la domanda può essere allargata, perché, con una distribuzione appropriata delle risorse produttive, ogni nuova produzione crea un nuovo potere di acquisto per l’acquisto di altre merci” (58). Naturalmente la domanda di beni non si limita ai beni di consumo. In vero la “domanda di beni di consumo può diminuire mentre la domanda globale di prodotti può aumentare” (59). Cioè, l’accumulazione di capitale può condurre a una diminuzione della domanda di beni di consumo e a un aumento nella domanda totale di beni. La ragione sta nel fatto, dice Tugan, che la produzione capitalistica non è regolata direttamente dal consumo. Il suo scopo non è il consumo, ma il massimo profitto. Nel modello di Tugan non compare il sottoconsumo, anche se il risparmio da parte dei capitalisti è tanto che la domanda di beni di consumo diminuisce (60). Tugan non sostiene che le cose stiano proprio così, ma respinge completamente e decisamente le tesi di Marx sull'”immiserimento”. Egli afferma, “Tutta questa teoria senza speranza (la teoria di Marx dell’immiserimento) del deterioramento della maggior parte del genere umano, è una fantasia e una menzogna, respinta dalla realtà di un indiscutibile miglioramento delle condizioni economiche, morali e intellettuali della classe operaia nei tempi moderni. […] La vita rivendica i suoi diritti. Gli economisti borghesi hanno dimostrato per primi l’erroneità di questo dogma, poi sono venuti i socialisti. L’aspettativa di un futuro senza speranza per le classi lavoratrici nel sistema economico capitalistico ora non è più condivisa da nessuno” (61). Tuttavia Tugan ci ricorda che una sovrapproduzione generale nel sistema capitalistico è “inevitabile” a causa delle due seguenti contraddizioni fondamentali del capitalismo: 1) la contraddizione fra la produzione come un ‘mezzo’ per soddisfare i bisogni umani e la produzione come un ‘fine’ in se stessa; 2) la contraddizione tra un lavoro organizzato entro ogni singola impresa e una produzione nazionale disorganizzata nell’insieme. Secondo lui è soprattutto quest’ultima “contraddizione” che rende possibile una sovrapproduzione generale (62). Cioè, secondo Tugan, sotto il capitalismo le crisi industriali sono inevitabili finché il capitalismo manca di qualsiasi meccanismo per una distribuzione proporzionale  delle produzione” [Lubomyr M. Kowal, L’analisi dello sviluppo capitalistico in M. I. Tugan-Baranovskij, ‘Annali’ Feltrinelli anno 1973, Milano 1974]  [(58) Citato da A. Nove, M.I. Tugan-Baranovskij, cit., p. 249; cfr. anxche ‘Osnovy, III ed., pp. 554-55. Infatti, secondo Paul Sweezy (‘The Theory of Capitalist Development’, cit., pp. 159-60) “Tugan-Baranovskij fu il primo a usare in questo senso gli schemi di riproduzione”. Inoltre dice Sweezy, “la teoria della sproporzionalità, sviluppata in rapporto agli schemi di riproduzione, può essere considerata una teoria propria di Marx anzichè di Tugan. La sua vera origine fu trascurata e ignorata”. Tugan-Baranovskij sviluppò una versione più elaborata degli schemi di quel che non si trovi in Marx, col proposito di rifiutare piuttosto che presentare la teoria di Marx del sottoconsumo. Gli schemi di riproduzione di Tugan sono dati in termini numerici, e le condizioni di equilibrio sono descritte anziché espresse in forma di equazione. I suoi schemi  sono presentati da Kowal nella sua dissertazione (cit., pp. 309-20) come si trovano nell’originale, praticamente parola per parola. Una versione più sintetica e in forma algebrica più generale di essi si trova in Sweezy (ivi, pp. 162-69), dove le condizioni di equilibrio sono espresse in forma di equazione; (59) ‘Promyslennye krizisy’, cit., p. 22; (60) Cfr. A. Nove, M.I. Tugan-Baranovskij, cit, p. 249; (61) Ocerki, 1903, p. 147; M.I. Tugan-Baranovskij, ‘Modern Socialism in its Historical Development’, cit., pp. 74-75; (62) ‘Promyslennye krizisy’, cit., p. 24-26]

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