“Il quadro elaborato dai classici, di un processo continuativo di espansione può venire naturalmente sconvolto se si rinviene qualcosa nella logica interna del processo stesso, in circostanze esterne determinate, che indebolisca progressivamente il ritmo dello sviluppo. Questa eventualità, come abbiamo visto, fu già presa in attenta considerazione da Ricardo; e, come Marx osservò, “ciò che preoccupa Ricardo è il fatto che il saggio di profitto, ossia lo stimolo fondamentale alla produzione capitalistica, la premessa essenziale e la forza determinante dell’accumulazione, possa essere compromesso dallo sviluppo stesso della produzione”; e aggiunse che questa preoccupazione di un declino del saggio di profitto mostra “la comprensione profonda da parte di Ricardo delle condizioni della produzione capitalistica” (Il Capitale, libro terzo). L’importanza delle successive teorie che hanno preso in considerazione una tendenza di lungo periodo alla  caduta del saggio di profitto è appunto questa (sia che questa caduta venga attribuita, come fece Marx, al mutamento della composizione organica del capitale con il procedere dell’accumulazione, sia che essa venga imputata, come fecero i teorici del sottoconsumo, quali Rosa Luxemburg e Hobson, a una insufficiente espansione della domanda finale dei consumatori).” [Maurice Dobb, Lo sviluppo economico e il suo impulso in regime capitalistico] [in ‘Nuovi problemi di sviluppo economico’ a cura di Luigi Spaventa, 1962]

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