"'Che certe condizioni si ripetano è l' eccezione e non la regola, e quando queste ripetizioni capitano, non si verificano mai in condizioni perfettamente uguali'. (F. Engels) (in E. Wilson, Stazione Finlandia)"
"'Ma in rivoluzione come in guerra, è sempre necessario mostrare l' arme al nemico, e chi attacca ha sempre un vantaggio; ed in rivoluzione come in guerra è della più alta necessità arrischiare tutto al momento decisivo, quali che sieno le probabilità di riuscita. Non v'ha una sola rivoluzione vittoriosa nella storia che non provi la verità di questi assiomi'. (Karl Marx, Rivoluzione e Controrivoluzione o il 1848 in Germania)"
"'La dignità è ciò che eleva maggiormente l' uomo e che conferisce alle sue azioni e alle sue aspirazioni una superiore nobiltà, che lo rende inviolabile e lo eleva al di sopra della folla ammiratrice. La sola professione che può conferirci dignità è quella che non ci trasforma in strumenti servili, ma ci permette di agire nella nostra sfera in totale indipendenza; in nessun caso ci deve incitare, nemmeno apparentemente, ad azioni riprovevoli. Il migliore tra noi deve poterla scegliere con nobile orgoglio. Lo stato che ci assicura tutto ciò non è necessariamente il più elevato, ma sempre il migliore'. (Karl Marx, Riflessioni di un giovane sulla scelta della carriera) (in Scritti sull' educazione)"
"'C' è un fatto sorprendente che caratterizza il nostro secolo e che nessun partito potrebbe contestare. Da una parte abbiamo visto destarsi alla vita forze industriali e scientifiche che non si sarebbero potute immaginare in nessuna epoca anteriore della storia umana. Dall' altra, sorgono i sintomi di una tale decadenza che eclisserà anche i famosi orrori del declino dell' Impero romano' (Marx, 1856) (in Scritti sull' educazione)"
"'E che gli operai sono sempre più decisi a conquistarsi questo nuovo ordine sociale, ne faran prova, sulle due rive dell' Oceano, il Primo Maggio di domani e domenica prossima, 3 maggio.' (F. Engels, prefazione, Londra, 30 aprile 1891, Lavoro salariato e capitale. Appunti sul salario (1847)."
"'Anche la situazione più favorevole per la classe operaia, un aumento quanto più possibile rapido del capitale, per quanto possa migliorare la vita materiale dell' operaio non elimina il contrasto fra i suoi interessi e gli interessi del borghese, gli interessi del capitalista. Profitto e salario stanno, dopo come prima, in proporzione inversa. Se il capitale aumenta rapidamente, per quanto il salario possa aumentare, il profitto del capitale aumenta in modo sproporzionatamente più rapido. La situazione materiale dell' operaio è migliorata, ma a scapito della sua situazione sociale. L' abisso sociale che lo separa dal capitalista si è approfondito.' (Karl Marx, Lavoro salariato e capitale. Appunti sul salario (1847))"
"'E l' operaio per dodici ore tesse, fila, tornisce, trapana, scava, spacca le pietre, le trasporta, ecc. - considera egli forse questo tessere, filare, trapanare, tornire, costruire, scavare, spaccar le pietre per dodici ore come manifestazione della sua vita? Al contrario. La vita incomincia per lui dal momento in cui cessa questa attività a tavola, al banco dell' osteria, nel letto. Le dodici ore di lavoro non hanno per lui nessun significato come tessere, filare, trapanare, ecc., ma soltanto come 'guadagnare' ciò che lo porta a tavola, al banco dell' osteria, a letto. Se il baco da seta dovesse tessere per campare la sua esistenza come bruco, sarebbe un perfetto salariato.' (Karl Marx, Lavoro salariato e capitale. Appunti sul salario (1847))"
"'David Urquhart esclama: 'L' aratro e il giogo furono inventati degli dei e costituirono la occupazione degli eroi: il telaio il fuso e la conocchia hanno forse un' origine meno nobile? Voi separate la conocchia dall' aratro, il fuso dal giogo, e create con ciò le fabbriche e le 'work houses', il credito e il panico, e due classi nemiche tra loro, una agricola e una commerciale'. Ma è proprio da questa separazione fatale che datano il necessario sviluppo dei poteri collettivi del lavoro, e la trasformazione della produzione suddivisa e trazionale in produzione complessa e scientifica. L' industria meccanica, compiendo questa separazione, conquista per prima al capitale tutto il mercato interno. I filantropi dell' economia inglese, come James Stuart Mill, Rogers, Goldwin, Smitt, Fawcett, ecc., gli industriali liberali, gli John Brigt e consorti interrogano i proprietari fondiari inglesi come Dio chiese conto a Caino del fratello Abele: 'Dove sono andate a finire, gridano essi, le migliaia di liberi proprietari?'. Ma, di grazia, voi stessi non provenite dalla distruzione di questi liberi proprietari? Perché non vi domandate che cosa sono divenuti i tessitori i filatori gli artigiani indipendenti?' (Karl Marx, Le origini della società borghese. L' espropriazione dei contadini)"